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Riflessione sulla poesia

La tristezza (così come la rabbia etc.) è uno degli stati dell’animo umano. Ciò non vuole dire che si è totalmente tristi e afflitti. Ma anche si. E quando essa (la tristezza) viene tradotta in poesia, l’autore lo fa principalmente per liberare (sfogare) su carta il sentimento, perché esso non giaccia troppo a lungo nel profondo e dunque per provare ad evitare, che prenda forme poco aggraziate e affatto consone alla natura stessa dell’autore. Tutto questo processo interiore, che viene appunto esternato in strofe e versi, non dovrebbe riguardare chi legge una poesia ritenuta triste. Il buon lettore può riconoscere (nella poesia) sé stesso eventualmente, nell’attualità del suo vivere o nei suoi trascorsi. Il “cattivo” lettore invece, pur riconoscendosi, respingerà questo suo ritrovarsi, addossando alla poesia stessa, l’etichetta di poesia cupa. A mio avviso invece, se qualcosa emerge dall’animo umano, vuol dire che ha seguito una luce: la penna è stato il mezzo, la carta la culla. E il poeta riposa. Più o meno costantemente

(Claudia Magnasco)

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Poesia e Natura

La sensibilità risiede soprattutto, nella capacità di incontrare la Natura e riconoscerla come madre infinita e perfetta. La poesia è l’arte di custodire in versi la sua essenza più preziosa: la spontaneità.

(Claudia Magnasco)

Fotografia di Claudia Magnasco

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La celebrazione della poesia

Il fascino della poesia,
intesa come celebrazione esteriore
di profondi sentimenti e stati d’animo,
risiede nel fatto che essa può assumere
le forme più varie.

Ed ecco che anche un semplice fiore
si accende di poesia,
se lo sguardo di chi l’osserva
è ricco di sensibilità.

Così come anche una torta fatta in casa,
se le mani di chi l’ha impastata
sono state amorevoli.

E tanto altro.

(Claudia Magnasco)

Fotografia di Claudia Magnasco

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Volo in versi

La mia anima è confinata
in questo mio corpo senz’ali
però quando scrivo
riesco a slegarmi da me stessa.

E da questo mondo
in cui sento troppo baccano
per poter godere
del mio oblio inconscio.

E troppo silenzio
per riuscire ad incontrare
le armonie assopite
dentro me.

Ecco che scrivendo,
mi allaccio ai miei versi
e volo via.

Fin dove ho il desiderio
d’arrivare.

(Claudia Magnasco)