Sull’amore respinto

Ancora non ti entra in testa che chi respinge l’amore, o chi cessa di amare, andrebbe compreso e non giudicato, in alternativa lasciato in pace e non già, costretto o ricattato oppure ancora, tormentato. Vedi, tra le mie poche certezze ve n’è una, cioè che l’amore o lo si sente oppure no e non ci sono colpe.
Tu non ne hai, lei neanche. Semplicemente capita, e fartene una ragione è necessario sai? Anche se ti costa e ti brucia.
Rifletti su questo: se pensi che il tuo cuore sia un universo fatto di sensibilità, perché non accetti che anche il cuore della donna che dici di amare, sia anch’esso un universo? L’amore è anche comprensione e rispetto della libertà dell’altro, questo è essenziale.
La tua sensibilità non è la sensibilità per eccellenza, è solo la tua, ma devi renderti conto che non esisti solo tu.
E allora fermati, affronta questa diversità, non è facile, impiegherai del tempo, forse molto, ma fallo. E poi cerca di accettarlo, provaci almeno.
Ti ho sentito spesso parlare di verità di sentimenti e ora nei fatti la respingi? Perché? Semplicemente, ora la faccenda ti tocca, tu sei dentro questa faccenda. Peggio ancora: tu sei l’intera faccenda, perché quella donna rifiuta il tuo amore.
E tu, come tanti, professi sincerità a destra e a manca, ma adesso che sei tu a riceverla, non ti piace affatto.
Chiarito ciò, a questo punto tu cosa scegli? Ti arrendi all’evidenza oppure insisti e pesti i piedi fino a quando (forse) lei non ti concederà, sicuramente per pietà, una qualche parvenza d’amore? A questa domanda penso che dovrai rispondere da solo.
Ma che ti piaccia o no, l’amore non lo si può pretendere e tanto meno elemosinare. L’amore c’è, oppure no.
E allora non la ossessionare, lasciala andare, l’amore non è distruzione, non deve fare male.
E se anche nessuno dovesse riuscire a fermarti, dopo che le farai del male lei continuerà a non amarti e tu dimostrerai soltanto una cosa: di non averla mai amata neanche tu, ma solo desiderata e pretesa, come orpello della tua vanità.

(Claudia Magnasco)

Dipinto di Edvard Munch – Separazione

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